Il Medioevo ellenico

Dopo il crollo dei regni micenei, i Greci entrano in un’epoca oscura (definita “Medioevo” ellenico): la scrittura scompare, la vita cittadina regredisce, e per vari secoli (dal 1200 all’800 circa a.C.) la civiltà sembra arretrare. È però questa l’epoca in cui, lentamente e oscuramente, nasce la Grecia quale poi si manifesterà in tutta la sua splendente vitalità nei secoli successivi. È questa l’età in cui, attraverso il lavoro anonimo di generazioni di cantori, si elaborano i canti che confluiranno nel primo assoluto capolavoro della letteratura greca, l’Iliade.

I quattro fondamentali ceppi linguistici greci furono: i Dori, stanziati nel Peloponneso e in varie isole, di cui le principali furono Creta e Rodi; gli Ioni, insediati sulle coste dell’Asia Minore e nelle Cicladi, ma con un importantissimo caposaldo sul continente, la città di Atene che si trova in Attica; gli Eoli, stabilitisi su alcune isole dell’Asia, in particolare Lesbo, oltre che in Tessaglia e in Beozia; gli Arcado-Ciprioti, ridotti in alcune zone montuose e appartate del Peloponneso (l’Arcadia) e nell’isola di Cipro. Ciascuno di questi gruppi parlava un suo proprio dialetto, ma solo alcuni raggiunsero livello letterario.

La conquista maggiore di questo periodo è la nascita di ciò che sarà sempre la pietra angolare della civiltà greca: vale a dire la πόλις, intesa non solo come spazio geografico ma soprattutto come spazio politico. In sostanza, non una comunità governata autocraticamente, ma un'unione di liberi cittadini, seppure organizzati in clan e in altri gruppi familiari e sociali (le “fratrie” o gruppi legati da vincoli di sangue, le “eterie” o gruppi di amici legati da solidarietà politica). 

All’inizio la πόλις è aristocratica, essendo nelle mani delle famiglie nobili; poi i ceti mercantili emergenti e quelli popolari ottengono a poco a poco maggiore peso nella vita cittadina: è il primo passo sulla via della democrazia, che sarà sviluppata in seguito.