Filosofia

Il problema delle Origini della Filosofia

Una ricerca storica che voglia ricostruire la genesi del pensiero filosofico, ha un difficile esordio. Essa trova di fronte a sé un ostacolo grave, che consiste nell'impossibilità di determinare con sicurezza e precisione, anche relative, il proprio punto di partenza.

Se prendiamo il nome di filosofia nel senso più comune, come una forma della riflessione dello spirito umano sul mondo che lo circonda, e su se medesimo, è evidente che questa forma deve essere antica quanto l'uomo stesso.

Prendere le mosse dal pensiero greco non significa ammettere che la filosofia sia stata creata dai Greci, ma soltanto assumere che per mezzo di essi la riflessione mentale abbia preso alcune forme determinate ed abbia formulato e risolto un complesso di problemi. Noi siamo soliti muovere dai Greci perché riconosciamo che i caratteri fondamentali della nostra civiltà occidentale e la via che questa ha seguito nel suo secolare cammino hanno nella civiltà e nella cultura greca le loro necessarie premesse.

La domanda che sorge è la seguente: i Greci sono gli originali creatori del sapere o almeno dell'abito mentale filosofico? Oppure sono i semplici ripetitori di un sapere più antico?

Il problema è quello degli influssi esercitati dall'Oriente asiatico e dall'Egitto sulla filosofia greca. Non esiste, come aiuto, un criterio unitario nell'ambito della filosofia greca.. Per filosofia i Greci hanno inteso cose assai diverse nei diversi tempi della loro evoluzione mentale.

 R. Mondolfo: nota sul genio ellenico (Vol. 1 di Zeller): il genio ellenico e le sue creazioni spirituali

Presocratici: indagine sui princìpi del mondo fisico, ciò che oggi chiamiamo scienza naturale.

Sofisti e Socrate:il centro dell’interesse si sposta dalla fisica all’antropologia.

Platone e Aristotele: ci si sforza di creare una superiore alleanza dei due mondi.

Stoici, Epicurei, Scettici: pongono al primo piano dell’interesse filosofico i problemi della vita morale e creano la figura del filosofo come di un uomo dotato di pratica saggezza, capace di dominare le proprie passioni e di serbarsi uguale in tutti gli eventi.

Neoplatonici: la filosofia acquista il significato di una preparazione alla santità e quasi di un anelito alla vita divina.

In questa varietà di atteggiamenti, dove ricercare l'unità della filosofia? Eppure questa unità va cercata e trovata. Elementi comuni sono:

  • l'abito mentale, che si può definire teoretico, contemplativo. Dove l'interesse contemplativo viene a mancare, come nel moralismo dei cinici o nell'estasi religiosa dei neoplatonici, anche la filosofia viene a cessare.
  • Questo aspetto contemplativo non basta, però: non basta vedere, ma occorre saper vedere: mediante la riflessione intellettuale, alla rapsodia delle sensazioni e delle immagini subentra gradualmente un contesto ordinato e armonico di esperienze, che procede da princìpi necessari e comuni e si articola e si irradia per una serie ben connessa di ragioni e di prove. questi caratteri fondano quella che si chiama "scienza" e scientifica è la filosofia greca, nel senso di avere la capacità di continue revisioni critiche e di riadattamenti dei suoi princìpi.
  • Molto precoce, nel pensiero greco, è la distinzione tra  επιστήμη e δόξ;α: l'una concerne il vero, l'immutabile, l'eterno, l'universale; l'altra, il probabile, il contingente.

P. Hadot: Cos'è la Filosofia

  1.  P. Hadot: Che cos'è la Filosofia greca. (Einaudi 1995)

Il saggio si propone di esaminare il concetto di Filosofia e Filosofi nelle varie epoche della civiltà greca, fino ad arrivare al periodo cristiano, dove contributi e contrapposizioni si rivelano feconde nel periodo medievale.